.:.:. FIRMA LA PETIZIONE PER LA LEGALIZZAZIONE DEL P2P .:.:. 

24 ottobre, 2006

UN VELO PIETOSO

E' da qualche giorno che assisto a questa polemica del velo islamico.

Prodi invita le immigrate musulmane a "non nascondersi dietro il velo".

Giuliano Amato "accetta il velo anche come espressione del desiderio di una donna di sottolineare la propria identita' islamica, ma ritiene una offesa alla sua dignita' e a quella degli altri quando arriva ad essere quella cosa chiamata burka, che costringe chi lo porta a sottrarsi alla vista di qualsiasi uomo e, d'estate a vivere in condizioni cui nessun maschio si sottometterebbe".

Questa, invece, è quanto ha dichiarato Gianfranco Fini: "Ho dubbi su una legge che regolamenti il velo: la regola è il buonsenso. Se è un simbolo che richiama la religione la scelta tocca alla donna, certamente non può essere tollerata una condotta che contrasta con la legge italiana".

Ed infine (ciliegina sulla torta), questo è quello che è accaduto nella puntata del programma 'Controcorrente' di Sky Tv tra la deputata Daniela Santanchè, l'imam di Segrate Abu Shwaima e la figlia del presidente dell'UCOII, Asmae Dachan:

"Rispondendo alle parole della Dachan secondo cui 'il velo è un atto di fede come la preghiera e l’elemosina, è un fattore di adorazione di Dio', la Santanchè replica: 'Il velo non è un simbolo religioso, non è prescritto dal Corano'. Abu Shwaima risponde: 'Non è vero che nel Corano non ci sia l’obbligo del velo. Io sono un imam e non permetto a degli ignoranti di parlare di islam... non avete il diritto di interpretare il Corano', e successivamente la definisce INFEDELE.

Da qui parte lo scandalo. Secondo alcuni le parole dell'imam velano una minaccia, una vera e propria fatwa, e si muove parte del mondo politico che parla di minacce e di reazioni doverose a queste da parte dello Stato italiano ed esprime solidarietà alla deputata di AN".

Be', io non ho mai condiviso la Santanchè, ma questa volta signori miei (guarda cosa mi tocca dire) la penso come lei!

E voi? Cosa ne pensate del velo islamico?

39 Comments:

Anonymous Ranmaz said...

il velo non serve a un cazzo...
a meno che una non sia un cesso.

24 ottobre, 2006 11:26  
Anonymous Anonimo said...

il velo è solo ed esclusivamente una violenza contro le donne che si devono nascondere anche in agosto con il caldo soffocante! Ma perchè non li mandiamo in prigione sti musulmani? sono dei malati mentali!

24 ottobre, 2006 11:36  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Ragazzi calma, calma...

Non mettiamoci al loro stesso livello e non facciamo di tutt'erba un fascio!

Non credo siano tutti, ma proprio tutti della stessa idea i musulmani (o meglio le donne musulmane).

E' la paura che imprigiona queste donne sotto un velo!

La paura di ribellarsi, di dire una volta per tutte BASTA!

Bisogna combattere la paura...

24 ottobre, 2006 11:46  
Anonymous Anonimo said...

CIAO A TUTTI HO TROVATO ALCUNI VERSI DEL CORANO, PREMETTO IO SONO CRISTIANA....MA VOLEVO CAPIRNE QUALCOSINA DI PIU' QUESTI SONO ALCUNI VERSI CHE HO TROVATO NELLA SURA, MI ASTENGO DAL COMMENTARLI:

57 Coloro che offendono Allah e il Suo Messaggero sono maledetti da Allah in questa vita e nell'altra: [Allah] ha preparato per loro un castigo avvilente.

58 E quelli che ingiustamente offendono i credenti e le credenti si fan carico di calunnia e di evidente peccato.

59 O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate . Allah è perdonatore, misericordioso.

60 Se gli ipocriti, coloro che hanno un morbo nel cuore e coloro che spargono la sedizione non smettono, ti faremo scendere in guerra contro di loro e rimarranno ben poco nelle tue vicinanze.

QUESTO E' IL LINK SE VOLETE SAPERNE DI PIU':

http://www.corano.it/corano_testo/33.htm

24 ottobre, 2006 11:50  
Anonymous K.Hiei said...

Certo che questi Musulmani sono proprio aperti al dialogo!,basta un diverbio un pò acceso sulla loro religione,e già"Quasi",ti minacciano di morte...adoro la gente aperta al dialogo!

24 ottobre, 2006 12:05  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Cara anonima,

guarda che anche nella Bibbia vi sono versi simili a quelli del Corano che hai riportato!

La problematica è di tipo interpretativo: i musulmani devono saper interpretare il Corano, non seguirlo alla lettera!

Ed è per questo che la scuola teologica islamica dovrebbe essere rivista, o meglio, modernizzata!

Ciao.

24 ottobre, 2006 12:14  
Anonymous Anonimo said...

PER FALLA GIRARE STAFF :Infatti....mi sono astenuta da eventuali commenti. La bibbia l' ho letta non tutta...ma almeno posso dire di conoscerla un po'. Ho messo queste informazioni per le altre persone...perchè ho visto l' andazzo dei primi commenti.
Il brutto di questa faccenda è che di solito chi interpreta alla lettera il Corano lo fa a fini politici, non religiosi...e a questo fine istiga e sottomette le masse.
A me personalmente non da fastidio se una donna islamica porta il velo in testa. Sul burka però ho qualche remora...ho saputo che è stato imposto alle donne in Afghanistan, non per motivi religiosi però. Quando andavo a scuola avevo una compagna di classe musulmana, partecipava tranquillamente alle lezioni di religione e non portava il velo perchè non ne aveva voglia. Infatti era perfettamente integrata. E non ha mai fatto commenti sulla nostra religione. Poi dipende...si sa che non tutti siamo uguali.
CIAO STAFF

24 ottobre, 2006 12:39  
Anonymous Ermete said...

La prima domanda che dobbiamo farci e':
COSA SI INTENDE PER VELO ?
Quindi dobbiamo prima metterci d'accordo sul significato di VELO, altrimenti parliamo a vanvera.-
Se per velo si intende un foulard
attorno alla testa, beh, per me non ci sono problemi: e' come il cappello per gli uomini.-Nel tempo, vivendo in Italia, si stuferanno di metterlo e se lo toglieranno da sole.- Non mi sta bene invece un velo che copre ANCHE il viso; questo
tipo di velo, mi pare pero' che non sia molto usato: l'ho visto solo in
fotografie prese in Afganistan e spero che, con il passare del tempo, si stufino di portarlo.-

24 ottobre, 2006 12:52  
Anonymous amedeo said...

Non credo che il velo sia un problema in quanto tale, credo che il problema sia la reale libertà di decisione delle donne musulmane sul portarlo o meno.
Sicuramente va preso in considerazione per quanto riguarde l'identificazione dove non bisogna dare privilegi a scapito della legalità. Per il resto se vogliono portarlo caldo o meno, è una scelta e io amo il mondo libero perchè si può scegliere, è questa possibilità che dobbiamo difendere.

Per quanto riguarda poi la cultura di un imam, vorrei ricordare che gli educatori religiosi non sono loro nel mondo islamico, bensi i mullah. Loro sono una sorta di responsabili delle comunità.

Il problema vero e grave del nostro rapporto con il mondo islamico, proviene dal nostro interno, ovvero da quellla parte di politici e di società civile che sta abdicando i nostri valori di libertà, tolleranza e pluralismo per dare spazio alle più assurde richieste di queste persono che non sono per nulla democratiche (bensì sognano una teocrazia), per nulla liberali (obbligano al velo, censure di oni tipo, in molti paesi nemmeno c'è diritto di voto) e per nulla pluralisti (...punire gli infedeli...medioevo!!!)

Ricordiamocene anche quando andiamo a votare di ste cose...

24 ottobre, 2006 13:05  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Dunque ragazzi,

stando all'Art. 8 della Costituzione: Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto NON CONTRASTINO CON L'ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

TUTTI D'ACCORDO SU QUESTO?

24 ottobre, 2006 13:35  
Anonymous amedeo said...

JA,
molto in accordo

24 ottobre, 2006 13:40  
Blogger Fallagirare.Staff said...

E comunque amici miei, non esiste ancora una legge che obblighi a mostrare il volto in pubblico!

L'unico ddl esistente è il 152 del 1975:

ART.5.
È VIETATO PRENDERE PARTE A PUBBLICHE MANIFESTAZIONI, SVOLGENTISI IN LUOGO PUBBLICO O APERTO AL PUBBLICO,FACENDO USO DI CASCHI PROTETTIVI O CON IL VOLTO IN TUTTO O IN PARTE COPERTO MEDIANTE L'IMPIEGO DI QUALUNQUE MEZZO ATTO A RENDERE DIFFICOLTOSO IL RICONOSCIMENTO DELLA PERSONA.

IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'ARRESTO DA UNO A SEI MESI E CON L'AMMENDA DA LIRE CINQUANTAMILA A LIRE DUECENTOMILA.

Quindi o si cambia la legge o stiamocene zitti...

24 ottobre, 2006 13:42  
Anonymous Anonimo said...

Ma da cattolici o cristiani non vi offendono le donne e ragazze che per moda mettono un crocifisso in bella vista tra le tette?
A me si (e non sono cattolico, ma cristiano).
Per il velo, rispetto le donne che LIBERAMENTE decidano di indossarlo (e in italia nel rispetto della legge lasciando il viso riconoscibile).
Andrea

24 ottobre, 2006 14:05  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Diciamo che mi infastidiscono, certo.

Ma comunque non credo che Cristo se la prenda per cose del genere, ci sono ben altri problemi.

Ciao Andrea.

24 ottobre, 2006 14:08  
Anonymous Anonimo said...

E solo una questione di rispetto.
Se vai in un paese estero ti devi adeguare ai costumi e alle leggi dello stesso.Non mi sembra che in Italia funzioni cosi',il primo che arriva fa cio' che vuole!!

24 ottobre, 2006 15:04  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Be', allora è un problema italiano...

24 ottobre, 2006 15:25  
Anonymous Mary85 said...

Personalmente credo che sbagliamo a "scagliarci" contro il burka: esso è l'espressione di una mentalità maschilista, ma non ne è la causa. Ci sono problemi ben più gravi da affrontare prima: la lapidazione delle donne adultere (mentre gli uomini adulteri... nn ci pensano nemmeno a punirli), la lapidazione delle donne che restano incinte al di fuori del matrimonio, il fatto che in alcuni paesi musulmani le donne non vengano ammesse ad un livello di istruzione universitario...
Tempo fa leggevo un articolo, che raccontava di una ragazza che studia alla SISSA (centro d studi scientifici internazionale, con sede a Trieste); tra le varie cose, raccontava di un compagno arabo che non le passava gli appunti perchè lei era donna...(e non stiamo parlando di un contadino dell'Anatolia, ma di un ricercatore, che si suppone quindi abbia una certa elasticità mentale...). Pensiamo a qsto prima, e poi passiamo a come si vestono.
Inoltre, io credo che spesso le donne musulmane non s rendano conto dello stato in cui vivono; noi parliamo di liberarle da una "schiavitù", ma chi ci dice che loro la considerino tale? Facile dirlo per noi, che vediamo dal fuori, ma chi è nato in una certa cultura, difficilmente ne vede i difetti! Il passaggio dal loro mondo maschilista a qllo (si spera migliore) occidentale non può essere improvviso, ma devono viverlo e maturarlo loro... anche attraverso episodi come qllo di Bs qsta estate (la ragazza uccisa dai genitori per essersi ribellata a qllo stile di vita). Loro vivono come noi vivevemo secoli fa; se oggi noi abbiamo cambiato atteggiamento, è stato grazie alle lotte delle femministe, ad una maturazoine all'interno della nostra società, non per imposizione esterna. Certo, non è facile restare a guardare dal fuori, ma con l'imposizione si genera solo odio!

24 ottobre, 2006 16:54  
Anonymous Anonimo said...

noi ci facciamo troppi scrupoli su tutto.se vai da loro e non rispetti le loro regole ti lapidano.D'altronde chi rispetta la legge in Itaglia?Per fortuna in Itaglia c'è un buon clima altrimenti sarebbe un paese da cui espatriare.

24 ottobre, 2006 19:20  
Anonymous amedeo said...

ciao Mary,
Concordo con te quando dici che nel mondo islamico ci siano problemi ben più gravi del velo e del buqua e concordo anche a riguardo della consapevolezza delle donne musulmane. Tuttavia non posso non guardare con principale attenzione alle italiche vicende, dove per nostra fortuna la lapidazione non è ancora stata proposta (e Dio ci scampi!!!)
IL velo lo si deve accettare come scelta (eccezione per le carte di identità,in rif a quanto scrivevo prima per legalità...), in nome della libertà che deve esistere nel nostro paese. Non accetto però che il loro "cammino" come tu scrivi, passi attraverso casi come quello di Hina (la ragazza uccisa a Bs).
Se questa gente viene in Italia è perchè qui ci sono delle attrattive, c'è qualcosa che funziona meglio. Se vengono devono accettare le nostre regole, altrimenti, di stati islamici ce nè quanti ne vogliono.

24 ottobre, 2006 19:38  
Anonymous Lou Mogghe said...

Personalmente non conoscendo il Corano non mi pronuncio in merito alla questione sull'obbligo per una musulmana di portare il velo o meno, penso però che l'Imam di Segrate, come già in altre apparizioni televisive, é sfociato nuovamente nel "piccolo fondamentalismo" dando dell'infedele alla Santanché solo perchè non professa la sua religione.
Stavolta anch'io mi schiero con "l'Onorevole" di AN...che ha espresso solo una sua opinione al riguardo.

24 ottobre, 2006 21:09  
Anonymous enrix said...

Ragazzi, qualcuno ha visto Porta a Porta ieri sera per caso?
C'era quel simpaticone di Abu Shwaima, che nel giro di un'oretta, a voce sommessa e con tono di mieloso, ci ha convinto tutti che lui ed i musulmani sono buoni ed innocenti, molto più di noi. Tutti tranne la Santanchè, che era lì inviperita. Poi è arrivata una ragazzotta egiziana circaventenne, con un pronunciato accento lombardo, in quanto vive e studia a Milano. Velata. Contentissima di indossare il velo, anzi, entusiasta. "Mi dà sicurezza e protegge il mio pudore. Non potrei vivere senza" ha detto. Era dolce e tenera come la Madonna, come Madre Teresa di Calcutta. Ma di lì a poco, incalzata da due quesiti pungenti di Vespa & C., la Madonna ha tirato fuori le unghie di tigre.
Le domande erano:
1) Se ti senti bene indossando il velo, ti senti altrettanto bene, in quanto donna musulmana, nel considerarti inferiore all'uomo, o comunque sottomessa ad esso?
2) E' giusto o non è giusto giustiziare con la lapidazione una donna adultera?
L'egizianuccia ha preso ad agitarsi, rimbrottando Vespa: Io sono stata chiamata qui per parlar del velo e non di altro.
Ma Vespa ha ripreso ad incalzare con le domande, ed allora la ragazza se n'è uscita con un secco: Non voglio rispondere.
E l'ha ripetuto più volte, adducendo vaghe e varie ragioni, perlo più deliranti.
Si vedeva benissimo quale sarebbe stata la risposta esatta:
Io sono d'accordo, in quanto fedele al Corano, ad essere sottomessa all'uomo e che le donne infedeli debbano essere lapidate. Però non posso rispondere perchè so che dirlo qui alla TV italiana danneggerebbe l'immagine dell'Islam.
E se anche poi non fossi d'accordo, e qui lo dicessi, la mia vita a casa diverrebbe impossibile.
I suoi occhi dicevano queste parole, una per una.
Quindi lei muta. E Vespa incalzava, scandalizzato che qualcuno potesse, nella sua trasmissione, rifiutarsi di condannare una barbarie come la lapidazione.
A questo punto interviene Abu Shwaima per salvare la poverina dall'imbarazzo.
E pronuncia solennemente, sulla lapidazione,più volte, questa frase (testuale):
OGGI COME OGGI CI SONO LE CONDIZIONI PER POTERE DIRE CHE NON SI DEVE FARE.
E Vespa: Lei intende dire che non si deve fare per i musulmani?
E l'altro di nuovo, come un pappagallo:
OGGI COME OGGI CI SONO LE CONDIZIONI PER POTERE DIRE CHE NON SI DEVE FARE.
La frase può voler dire che nell'era moderna è ammesso dare un'interpretazione meno restrittiva a quella Sura, e che la lapidazione non si debba più necessariamente usare.
Ma a me sembra proprio che voglia dire una cosa ben diversa, così ripetuta più volte. Sta a dire:
Oggi come oggi, con l'Islamizzazione dell'Occidente in corso che è prioritaria rispetto ad aspetti del Corano di minore importanza, ci sono le condizioni, anche se il Corano lo vieterebbe, per dire una bugia, e cioè che una cosa che si dovrebbe fare, non si dovrebbe fare.
Quindi anche se le donne vanno lapidate, per salvaguardare l'immagine dell'Islam che è prioritario, dico una bugia, e cioè che non si dovrebbe fare, in quanto la bugia stessa diviene utile strumento per il processo di Islamizzazione. Quindi ci sono le condizioni per dirla.
E pertanto si tratta di un messaggio in codice rivolto alla ragazza ed a quelle come lei per autorizzarle a dire in TV che la lapidazione è male. L'autorizzazione pubblica di un Iman, una Fatwa. Quindi non saranno punite.

Agghiacciante.

24 ottobre, 2006 21:53  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Sì Enrico, io ho visto la puntata di Vespa.

Sono rimasto agghiaccito anch'io, ed è per questo che mi sono deciso a scrivere un post sull'argomento.

Mamma mia quanta pena mi faceva quella ragazza; i suoi occhi sprigionavano paura e sottomissione.

Non ho parole...

24 ottobre, 2006 23:36  
Anonymous enrix said...

Eh, si. Però una cosa mi ha fatto particolare piacere. Udire le parole, nello studio di Vespa, anche di due musulmani "moderati", contrari all'obbligo del velo. Dunque esistono davvero, 'sti moderati. Sono la sola speranza.

25 ottobre, 2006 08:34  
Anonymous Anonimo said...

ciao enrix,
ja esiste una speranza, noi però dovtremmo avere maggiore determinazione nelle condanne di certi comportamenti.

25 ottobre, 2006 10:10  
Anonymous Anonimo said...

Scusatemi tutti ,ma il post e' chiaro e credo che alcun di voi hanno dimenticato di citare un concetto fondamentale : la legge italiana !! che dice espressamenmte che e' vietato girare con il volto coperto o mascherato , e quindi non riconoscibile ! PUNTO e basta : se uno straniero decide liberamente di venire a lavorare e a vivere in italia DEVE rispettare la legge , sono d'accordoc he ognuno e' libero di pregare e credere nel Dio che preferisce , Gesu'Cristo , Allah , Buddha....liberta' di usi e costumi , ma se la propria religione vieta il volto coperto ....VINCE LA legge dello stato !!!

non ti sta' bene ? te ne torni al paese tuo!!!

non sono razzista ,ma mi sono rotto come italiano di dover fare il soldatino all'estero e poi in italia gli stranieri fanno i cazzi loro...scuatemi ma non esiste

ciao a tutti e grazie x l'attenzione
Davide ( genova)

25 ottobre, 2006 11:08  
Blogger jacksparrow said...

Sono totalmente daccordo con enrix.
Ci sono musulmani integrati e non integralisti che sono bene accetti, ma per quelli come quella povera ragazza egiziana plagiata e per iman di brescia suggerisco di ritornare a casa loro e poter così attuare i loro modi di vita medievale in tutta tranquillità.
IN ITALIA IL MEDIOEVO E' PASSATO DA UN PEZZO NON LAPIDIAMO NESSUNO, ANZI NON CONDANNIAMO NESSUNO A MORTE PER NESSUN MOTIVO, NEANCHE CHI UCCIDE I BAMBINI ( CHE SE LO MERITEREBBE ECCOME ) QUINDI FIGURIAMOCI SE E' PENSABILE POTER TOLLERARE CHI APPROVA LE LAPIDAZIONI O LE IMPICCAGGIONI PER ADULTERIO O ALTRE SCIOCCHEZZE SIMILI.......ANDATE A CASA CI AVETE ROTTO I COGLIONI, OPPURE IMPARATE IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI COSA A VOI ABBASTANZA SCONOSCIUTA: "NON UCCIDERE" E' QUESTO IL PRIMO COMANDAMENTO DI TUTTE LE RELIGIONI E DI TUTTI GLI DEI CHE VOLETE ( GESU', ALLAH ETC..) ACCERTATO QUESSTO POSSIAMO DISCUTERE DI VELO DI ABBIGLIMENTO ETC...

25 ottobre, 2006 11:36  
Anonymous MAGDI ALLAM (beh, magari, sono enrix) said...

La fatwa integrale di Youssef Qaradawi sull'obbligo del velo islamico (ai buonisti che parlano di libertà individuale) -
Di MAGDI ALLAM

Cari amici, vi propongo il testo integrale, tratto dal sito www.islam-online.net, della fatwa, responso giuridico islamico, emessa da Youssef Qaradawi. Questi è il leader spirituale e giuridico dei Fratelli Musulmani in Europa, presiede il “Consiglio europeo della fatwa e delle ricerche” e dell’ “Unione internazionale degli ulema” con sede a Dublino, dirige il “Consiglio scientifico” dell’ “Istituto europeo di scienze umane” della Fioe (Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa) con sede a Markfield (Leicestershire, Gran Bretagna), che è la cornice unitaria delle varie sigle che in Europa aderiscono ai Fratelli Musulmani. A Qaradawi fa riferimento Ali Abu Shwaima, l’auto-proclamato imam della moschea di Segrate a Milano, in quanto responsabile della Da’wa, ovvero della propaganda islamica, della Fioe. Abu Shwaima ha scatenato in Italia la questione del velo dopo aver accusato l’onorevole Daniela Santanchè di essere una “infedele” e condannato come “non musulmane” le donne che non portano il velo. Il testo della fatwa è in inglese e ve lo riporto nella sua versione originale.


Responding to the question, the eminent Muslim scholar Sheikh Yusuf Al-Qaradawi,, states the following:

"It is obligatory on Muslim women to wear hijab (i.e., cover the whole body except the face and hands, and the feet according to some schools of jurisprudence).

It is unanimously agreed upon among Muslim scholars that it is not lawful for a Muslim woman to uncover any part of her body other than the face and hands (and the feet according to some schools of jurisprudence). Hence, it is unlawful for a woman to reveal her hair, or arms, or chest or legs before non-mahram men. Wearing clothes that reveal such parts of a woman’s body is completely forbidden.

A Muslim husband is to order his wife to wear hijab. Allah Almighty says: “O ye who believe! Ward off from yourselves and your families a Fire whereof the fuel is men and stones, over which are set angels strong, severe, who resist not Allah in that which He commandeth them, but do that which they are commanded.” (At-Tahrim: 6)

Allah Almighty also says: “And enjoin upon thy people worship, and be constant therein. We ask not of thee a provision: We provide for thee. And the sequel is for righteousness.” (Taha: 132)

Muslim wives are to obey their husbands and wear hijab. If a woman disobeys her husband in that respect, he should take a serious decision on the matter if they are still in the beginning of their marriage.

When a Muslim man proposes to a woman that does not wear hijab, he should stipulate that she wear it as soon as they marry. [For example,] he can say to her, “I am a committed Muslim person. I fear Almighty Allah. I do not want to disobey Him Most High. All I want is to please Him; hence, I do not accept that my wife be mutabarrajah or displaying her charms in public without committing herself to proper Islamic dress.” By clarifying his attitude in that respect from the beginning, his fiancée would be obliged to wear hijab as soon as they marry.

It is to be noted that a Muslim woman is principally obliged to wear hijab, for Allah Almighty has ordained her to do so. Her husband’s ordering her to wear it is a kind of emphasizing that obligation.

A man might marry a woman who is not used to wearing hijab before marriage, without discussing with her the importance of wearing it, because he has not been a firm follower of the teachings of Islam. Then, when Allah Almighty guides him to the right path, he wants his wife to repent with him and wear hijab. If the wife hesitates in that regard, he is to try gently again and again until he can convince her so that she becomes guided to the right path, too. However, if the wife does not obey him and he has lost all hope of convincing her of wearing hijab, he should, rather, divorce her if they are still in the beginning of their marital life (and have not begot children yet). Life would not be stable between a husband who is firm in faith and a wife who does not obey him and does not care about obeying Almighty Allah.

Also, a husband might return to the right path after he has lived with a wife who doesn’t commit herself to the proper dress code for women for years and begot children from her. If he then wants her to wear hijab, he is to try to convince her gently on the matter; but if she insists on not wearing hijab, he is not to divorce her so that their family does not disintegrate. Rather, he is to be patient and try again and again to advise her."

Cari amici, ho ritenuto opportuno offrirvi questo documento in modo tale che si comprenda appieno la realtà del velo per coloro che sono direttamente interessati al velo. Mi auguro che questa realtà venga recepita anche ai tanti buonisti nostrani che continuano a collocare la questione del velo nell’alveo degli indiscutibili diritti individuali. Si continua a sbagliare proiettando automaticamente e acriticamente ad altri contesti dei parametri che sono propri dell’Occidente, mentre non si vuol guardare in faccia la realtà di una logica coranica che stride con quella cartesiana, con un contesto oscurantista che nega quello illuminista.
Ma non è finita. Alla prossima puntata vi riproporrò integralmente la fatwa con cui lo stesso Qaradawi autorizza solo alle aspiranti kamikaze islamiche di togliersi il velo. Cordiali saluti e i miei migliori auguri di verità, vita, libertà e pace.

Magdi Allam

25 ottobre, 2006 13:48  
Anonymous enrix said...

Sempre meglio:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/10_Ottobre/25/burqa.shtml

25 ottobre, 2006 18:36  
Anonymous Opossum said...

Non c'è molto da dire. Noi siamo in Italia, siamo italiani, abbiamo delle leggi, e siamo tenuti a rispettarle. Non vedo perchè uno straniero non debba essere tenuto al medesimo rispetto. Non è che glielo abbiamo imposto di venire in Italia. E se già c'era, non è che gli imponiamo di restarci.
Non gli vanno bene le leggi Italiane? A casa!
Se vuole star qui lo fa secondo la Legge dello Stato Italiano.
Punto e basta!

26 ottobre, 2006 15:13  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Scusa opossum,

ma lo sai che in Italia non esiste una legge che vieti di andare in giro con il volto coperto?

26 ottobre, 2006 15:34  
Anonymous Opossum said...

Articolo 85 del TULPS del 1931 (che mi risulta non abrogato, ma potrei sbagliarmi) cita:
"E' vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il contravventore... E' vietato l'uso della maschera e negli altri luohgi aperti al pubblico nelle epoche e con l'osservanza ....:"
Comunque quello che volevo dire (Ma sono andato... fuori tema) è che se a uno straniero non vanno bene le usanze del paese in cui si trova, non dovrebbe stare a rompere le palle. Intendendo con questo additare la tendenza degli islamici estremisti a considerare criminali tutti coloro che non seguono il corano, anche in barba alle leggi dello stato in cui si trovano.
(Io personalmente ho dovuto difendere per la strada una donna, aggredita verbalmente da un musulmano che non gradiva che la signora indossasse una minigonna, e non credo che si sia trattato di un caso isolato)

26 ottobre, 2006 15:56  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Per Opossum,

io ho trovato solo questo articolo:

DDL 152 del 1975:

ART.5.
È VIETATO PRENDERE PARTE A PUBBLICHE MANIFESTAZIONI, SVOLGENTISI IN LUOGO PUBBLICO O APERTO AL PUBBLICO,FACENDO USO DI CASCHI PROTETTIVI O CON IL VOLTO IN TUTTO O IN PARTE COPERTO MEDIANTE L'IMPIEGO DI QUALUNQUE MEZZO ATTO A RENDERE DIFFICOLTOSO IL RICONOSCIMENTO DELLA PERSONA.

IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'ARRESTO DA UNO A SEI MESI E CON L'AMMENDA DA LIRE CINQUANTAMILA A LIRE DUECENTOMILA.

P.s. a grandi linee, comunque, condivido il tuo pensiero!

26 ottobre, 2006 16:05  
Anonymous Opossum said...

X fallagirare.staff
Eccoti il link al PDF del TULPS
http://www.bordingl.com/pdf/tulps.pdf
Grazie per l'accordo.
Ad ogni modo, ribadendo quanto già detto, e andando un po' più "al largo", trovo che la democrazia occidentale, di per se' un modello piuttosto bello, abbia via via perso la forza per sostenere le proprie idee. Penso anche che il motivo di questo vada ricercato nell'ipocrisia e nel moralismo imperanti tra i nostri politici (parlo a tutti i livelli, quindi non solo Italiani), che per la maggior parte non osano mai schierarsi apertamente e non sanno stare a schiena dritta di fronte a evidenti soprusi nei confronti della suddetta democrazia, il tutto per quelli che ritengo non essere altro che puri giochi di interesse politico ed economico.

26 ottobre, 2006 16:30  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Grazie Opossum!

27 ottobre, 2006 15:23  
Anonymous Anonimo said...

Sono un lavoratore di una ditta Italiana all'estero.Mando mia figlia in una scuola Italiana il cui governo Italiano ogni anno versa una ingente somma di soldi.In questa scuola nelle classi é stato tolto il crocifisso e non esiste un professore di religione che insegni ai bambini la religione ne tanto meno le preghiere.Vi sembra normale?.Altro che veli, i ns politici ed Ambasciatori se ne fregano di controllare il regolare funzionamento o i requisiti delle scuole Italiane che operano all'estero.

29 ottobre, 2006 21:15  
Anonymous Anonimo said...

Carissimo amico dell'estero, mi permetto di farti notare che anch'io per motivi di lavoro mando mio figlio in una scuola italiana all'estero, che oltre ai soldi che il governo italiano manda affiché la scuola rispetti il programma che viene svolto in Italia, manda a sue spese un enorme numero di insegnanti che vengono pagati dal governo Italiano.Inoltre noi italiani dobbiamo pagare una retta il cui valore non é basso.Anche da noi non esiste ne crocifisso ne insegnante di religione italiano o straniero ed inoltre nelle scuole si parla poco la lingua italiana.

29 ottobre, 2006 21:35  
Anonymous Anonimo said...

Carissimo amico dell'estero, mi permetto di farti notare che anch'io per motivi di lavoro mando mio figlio in una scuola italiana all'estero, che oltre ai soldi che il governo italiano manda affiché la scuola rispetti il programma che viene svolto in Italia, manda a sue spese un enorme numero di insegnanti che vengono pagati dal governo Italiano.Inoltre noi italiani dobbiamo pagare una retta il cui valore non é basso.Anche da noi non esiste ne crocifisso ne insegnante di religione italiano o straniero ed inoltre nelle scuole si parla poco la lingua italiana.

29 ottobre, 2006 21:35  
Anonymous Anonimo said...

Ringraziamo i nostri politici per averci messo di fronte a questi problemi senza esserseli posti loro prima di avviare un immigrazione selvaggia di massa.Ringraziamoli per il regalo che ci hanno fatto di una società multietnica priva di radici religioso-culturali comuni necessarie per l'innesto. Ringraziamoli ora perchè quando il confronto non sarà più negli studi di un Bruno Vespa ma tra le barricate in strada, Loro saranno lontani al sicuro in qualche isola felice orgogliosi di aver aver cambiato la vita di milioni di persone per realizzare personale. Grazie e che gli Dei di tutte le religioni vi benedicano.

30 ottobre, 2006 17:31  
Anonymous poverociccio said...

Il problema và oltre quelle povere disgraziate costrette a mentire e a vestirsi come fantasmi: il problema è che Noi italiani, qui nel Nostro Paese, stiamo permettendo "a quel tipo di uomo islamico" che abbiamo rifiutato, ripudiato, allontanato secoli e secoli fa dalla nostra società calciandolo a calci in culo dalla porta principale, di rientrare da quella di servizio.Quest'aspetto maschilista dell'Islam, non ci piace, non lo vogliamo, non lo accettiamo e non vedo perchè in nome di un preciso progetto politico dobbiamo accettarlo.E' un cancro da tolleranza passiva che rivendica il suo diritto ad esistere aggrappandosi al rispetto delle altrui religioni che un paese come il nostro riconosce come segno di maturità culturale e civile.Grazie politiciitaliani....grazie.Continuate pure a farvi di coca nei bagni del Nostro Parlamento,litigate per una tazza del cesso e masturbatevi con aliquote Irpef e coalizioni trasversali. A noi lasciateci l'impegno di spiegare ai nostri figli perchè in un mondo multietnico una donna islamica che lascia il marito qui in Italia riceve la tutela necessaria per continuare a vivere con la prole una vita dignitosa mentre nel suo paese di origine viene sotterrata viva fino al collo e lapidata finchè le cervella non gli escono dalle orbite degli occhi.Lasciateci pure il compito di spiegare le vergogne delle vostre scelte. E che tutti gli Dei vi benedicano...sperando che quel vecchio rincoglionito di Giove si sbagli e VI FULMINI

30 ottobre, 2006 18:10  

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