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16 settembre, 2007

Luttazzi e il V-Day





















Poichè questo non è un blog di parte (e non lo sarà mai!!) e poichè bisogna saper ascoltare anche le opinioni altrue, eccovi un bel post di Daniele Luttazzi sul V-Day di Grillo:

"Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come (fatevi da soli il paragone: è la 'democrazia dal basso') e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. (Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l'ha fatto! Bei tempi.)

AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post ('LUTTAZZI CONTRO GRILLO') per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l'insulto a Marco Biagi durante il V-day. L'alternativa è che me ne stia zitto per evitare l'ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante; e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. (L'informazione all'italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d'altro. E invece eccomi qua.) Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle. (Sul quaderno apposito ho già scritto 'volume uno'.)

IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini (talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè 'i politici sono nostri dipendenti.' Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ('Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day. 'Non è 'uno con la barba': è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando.)

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ('Tutto qui' è ovviamente l'understatement del secolo.)

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano (come capita nel modo attuale). In passato, ad esempio, poter esprimere la preferenza non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano (collegi preferenziali eccetera). Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia.

Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

L'anno scorso, a Padova, gli 'amici di Grillo' avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?

Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è "democrazia dal basso": al massimo è flash-mobbing.

AMBIGUITA'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica (satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo) ( -Canforaaaaa!- ), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. Grillo il problema manco se lo pone. (La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo.)

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui 'in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943'. Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire: - Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-"

(Dal blog di Daniele Luttazzi: http://www.danieleluttazzi.it/)

18 Comments:

Blogger K.Hiei said...

Un post molto interessante,condivido in buona parte quello che dice anche perché ho pensato anch'io la stessa cosa quando ho letto le tre proposte di Grillo,tuttavia,le ho firmate.

Luttazzi fa delle riflessioni logiche,un pò troppo logiche,pecca però di obiettività,di fare i conti con la realtà PRIMA o con la logica POI,è un errore comune,è stato anche un mio errore in tempi remoti quello di mettere la logica prima di tutto.
La realtà in Italia,è che dei delinquenti occupano abusivamente il parlamento,la realtà in Italia è che i partiti decidono chi mettere al governo,la realtà in Italia,è che un politico sta anche 10 legislature,non perché sia un buon politico,ma perché ha i giusti agganci.
Riassumendo:
Queste proposte non sarebbero giuste,in linea generale,farebbero in parte anche danni,MA,i benefici che porterebbero,a discapito dei danni,sarebbero nettamente superiori,Luttazzi si dimentica per caso che non esistono leggi perfette,e che le leggi cambiano di società in società,anche perché le leggi giuste non sarebbero universalmente accettate(Va a dire ai musulmani che la donna ha il diritto di voto e che è una persona e non un animale)....una volta uno mi chiese:Qual'è il numero perfetto?...
...il numero perfetto è il numero giusto al momento giusto,così come le leggi possono essere più giuste di altre in determinati paesi rispetto ad altre,più"Logiche",leggi.

In definitiva,resto d'accordo con Grillo,se le sue tre proposte dovrebbero passare,credo che sarebbe una buona opportunità per una vera svolta veramente positiva per l'Italia.

16 settembre, 2007 14:22  
Blogger K.Hiei said...

A,a proposito dell'ultima parte,dove dice

"E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:
Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo."

Be,si vada a leggere l'ultimo Post di Grillo(16/09/2007),doveconsiglia ai vari meetup di trasformarsi in una lista civica,e dice anche"La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica",ovvero dice che lui non sarà il loro rappresentante ma che dovranno essere loro i rappresentati di loro stessi.

A me Grillo non mi sembra uno di sole parole,ma anche di fatti.

16 settembre, 2007 17:28  
Blogger finardi said...

Posso solo dire che effettivamente Luttazzi sembra rimasto col tempo sempre fedele a se stesso,cosa non facile per chiunque.
Condivido il post.Alla prossima staff.

17 settembre, 2007 00:55  
Blogger djmark85 said...

Concordo con k.hiei!

Penso che Luttazzi, come tanti altri, rifletta troppo.

In questi giorni si sentono e si leggono tantissime cose su Grillo, ovviamente la maggior parte sono negative: viene strumentalizzato e ridicolizzato, magari non direttamente ma il messaggio che si vuol far passare è quello.
Non si fa che dire che: Grillo fa anti-politica, Grillo ha fatto una proposta di legge senza senso, Grillo è scemo, Grillo guadagna nei suoi spettacoli (N.B. l'occupazione della piazza e la pulizia del V-Day di Bologna sono stati pagati da lui); Grillo ha offeso Biagi (N.B. al V-Day non ha offeso la persona di Biagi, ha solamente detto quello che dicono tanti, la legge Biagi andrebbe modificata); ecc.
Tutti, anche persone importanti, si limitano a criticare e giudicare l'operato di Grillo.
Se al posto di criticare facessero delle proposte o delle vere e proprie azioni potrebbe accadere qualcosa di più importante di un v-day o di una raccolta firme!

Sono tutti bravi a parlare ma le mani non le usa "quasi" nessuno...

17 settembre, 2007 14:52  
Blogger K.Hiei said...

Infatti,tutti pensano che Grillo fa Anti-Politica,ma Grillo FA,o meglio,FA FARE politica,invitando tutti i comuni cittadini a partecipare attivamente,addirittura proponendo ai meetup di iscriversi alle liste civiche,Beppe Grillo molto meglio dei politici di oggi parla di vera politica,altro che Anti-Politica!

17 settembre, 2007 16:01  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Ragazzi avete sentito il Prodino?

In pratica ci ha offeso!

17 settembre, 2007 21:13  
Anonymous Anonimo said...

"primo un parlamento...e' una persona2?ma che cazzo vuol dire?

18 settembre, 2007 09:41  
Anonymous Anonimo said...

scusate ho sbagliato a leggere come non detto

18 settembre, 2007 09:45  
Blogger Andrea said...

Sul fatto che una persona, come dice Luttazzi, una volta condannata in primo appello, già non possa candidarsi in politica sono d'accordo con lui, bisogna aspettare la definitiva.

Ma mettiamo che una persona venga condannata in via definitiva per aver fatto una cazzata, tipo non dichiarare le entrate che provengono da una sua casa data in affitto (non so se ci sia reato penale, non penso, ma è per intendere che venga condannato per una cosa abbastanza FUTILE), non può più candidarsi come politico? E chi siamo noi per dire chi può o non può? IN TEORIA questa non sarebbe più democrazia!

E chi siamo noi per dire quali reati sono più gravi e quali meno gravi (tranne casi in cui la cosa è innata; es: omicidio o furto di 10 euro non possono essere allo stesso livello)? Come vedete qui entra in gioco la sfascio-giustizia italiana!

ps: QUESTO è un discorso fatto con logica.

pps: l'obiettività non è un peccato, ANZI...

18 settembre, 2007 10:24  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Andrea il tuo ragionamento non fa una piega.

Hai ragione.

La condanna deve essere definitiva.

Del resto come si può dire che una persona è colpevole se non è stata condannata in via definitiva?

Questo il Grillo lo avrà messo in conto...credo!

Resta il fatto che la proposta di legge di Grillo è ancora in fase embrionale.

Staremo a vedere.

18 settembre, 2007 22:57  
Anonymous Anonimo said...

ma nessuno ha mai pensato che se ad una persona fanno dire certe cose apparentemente scomode gliele fanno dire per un secondo fine?eppoi riguardatevi il passato di grillo pippo baudo antonio ricci berlusconi addirittura c'era uno che si chiamava bagnasco

19 settembre, 2007 02:03  
Anonymous Anonimo said...

mi puza pure il fatto che un comico sapeva di parmalat e sottolineo sapeva

19 settembre, 2007 02:04  
Anonymous Anonimo said...

amico di dipietro:colui che fece cadere la dc e poi va ai convegni per la nuova dc

19 settembre, 2007 02:04  
Anonymous Anonimo said...

PER ME E'TUTTA MERDA PER FAR PARLARE PER FAR PARLARE DI ALTRO PER FAR FINTA DI RIVOLUZIONARE

19 settembre, 2007 02:05  
Blogger Andrea said...

Commenti mooolto COSTRUTTIVI...

19 settembre, 2007 22:32  
Blogger Fallagirare.Staff said...

W la finezza!

19 settembre, 2007 23:49  
Anonymous Anonimo said...

commenti molto costruttivi... invece i tuoi lo sono .invece che fare il simpatico ,che neanche ti riesce, chiariscimi il dubbio di come un comico faccia a sapere del crack della parmalat anticipatamente

20 settembre, 2007 13:36  
Blogger Fallagirare.Staff said...

Questo dovrebbe spiegarlo non solo Grillo, ma chi gli ha fornito quelle informazioni.

E comunque, non per difendere Grillo, vorrei ricordarti che in quell'occasione il comico venne convocato dalle autorità competenti per ulteriori dettagli.

20 settembre, 2007 14:14  

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